GUIDA LOGO

Come creare un logo
passo dopo passo

Un logo efficace nasce da un metodo, non da un colpo di genio. Ecco i passaggi che seguo in studio, dal brief ai file finali.

Di Stefano Menconi, graphic designer a Lucca. Progetto loghi e identità visive per aziende, professionisti e cantine.

5 min

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In breve

Per creare un logo efficace si parte dal brief e dalla ricerca su settore e concorrenti, si schizza a mano, si sceglie la forma (simbolo, logotipo o entrambi), si usano pochi colori e caratteri coerenti e si prova il logo negli usi reali. A fine lavoro si ricevono i file nei formati necessari.

Aggiornato il 5 ottobre 2026

Se ti stai chiedendo come creare un logo che funzioni davvero, la risposta breve è che si parte molto prima del disegno. Un logo è lo strumento che rende riconoscibile un’attività: deve essere leggibile su un biglietto da visita come su un’insegna e continuare a funzionare tra dieci anni. In questa guida ti racconto il metodo che uso in studio, passo dopo passo.

Parti dal brief, non dal disegno

Il primo passo è mettere per iscritto cosa serve. Prima di aprire qualsiasi programma mi faccio raccontare l’attività: cosa fa, a chi si rivolge, cosa la distingue da chi fa lo stesso mestiere e dove verrà usato il logo.

  • Che cosa vende l’attività e a quale pubblico?
  • Con quali tre aggettivi vuole essere descritta?
  • Dove comparirà il logo: sito, packaging, insegna, social, stampati?
  • Esistono già colori, nomi o segni che vale la pena conservare?

Un brief chiaro evita metà delle revisioni. Se il punto di partenza è vago, anche il risultato lo sarà.

Il brief si scrive in mezza pagina, ma va condiviso con chi decide: evita il classico «non mi piace» arrivato a lavoro finito.

Fai una ricerca su settore e concorrenti

Guardo come si presentano le altre attività dello stesso settore e della stessa zona. Non per copiare, ma per capire quali convenzioni esistono e dove c’è spazio per essere diversi. Se tutte le cantine della zona usano un blasone dorato, un segno pulito e contemporaneo si nota subito. Se invece il settore è molto istituzionale, può servire più sobrietà.

Raccolgo anche i riferimenti visivi che piacciono al cliente. Servono a parlare lo stesso linguaggio, non a stabilire lo stile finale.

Mi fermo anche sul contesto d’uso: un logo per un’insegna in centro storico ha vincoli diversi da uno pensato soprattutto per lo schermo di un telefono.

Schizza a mano prima di passare al computer

Le prime idee nascono su carta. Riempio fogli di schizzi veloci, anche brutti, perché a questo stadio conta la quantità: quando un’idea costa pochi secondi si esplorano direzioni che al computer non si proverebbero. Poi scarto, unisco e tengo due o tre strade da sviluppare.

Solo a questo punto ridisegno i segni migliori in vettoriale, con curve pulite e proporzioni controllate.

Una regola pratica: se il segno non si riconosce da lontano o con gli occhi socchiusi, è troppo complicato. I loghi che durano sono semplici da descrivere a voce e da ricordare a memoria.

Scegli la forma: simbolo, logotipo o entrambi

Un logo può avere tre forme:

  • Logotipo: il nome scritto con un carattere scelto o disegnato. Funziona bene quando il nome è breve e distintivo.
  • Simbolo: un segno grafico, anche senza testo. Richiede più tempo per diventare riconoscibile.
  • Combinazione: simbolo e nome insieme, spesso con versioni separate per i vari usi.

Non esiste una forma migliore in assoluto. Dipende dal nome, dal settore e da dove verrà usato il logo.

Per un’attività con un nome lungo, per esempio, un simbolo compatto aiuta negli spazi piccoli come l’icona del sito o dei social, mentre il logotipo completo resta per intestazioni e insegne.

Colori e caratteri: pochi e coerenti

Il colore comunica prima ancora che si legga il nome, ma funziona meglio quando è usato con misura. Di solito parto da un colore principale e uno o due di supporto, e verifico che il logo regga anche in bianco e nero.

Per i caratteri vale la stessa regola: uno per il logo, uno o due per i testi. Un carattere troppo di moda invecchia in fretta, uno ben scelto resta attuale a lungo. Controllo sempre la leggibilità alle dimensioni piccole.

Il significato dei colori conta, ma meno di quanto si pensi: il verde dice natura solo se il settore e il resto dell’identità lo sostengono. Più dell’associazione simbolica conta la coerenza, cioè gli stessi colori su tutti i materiali.

Prova il logo nei casi d'uso reali

Un logo che sembra perfetto da solo può dare problemi nell’uso quotidiano. Per questo lo provo in questi casi prima di consegnarlo:

  • molto piccolo, come icona del sito o foto profilo;
  • molto grande, su insegna o cartellone;
  • su sfondi chiari, scuri e colorati;
  • in bianco e nero e in un solo colore;
  • stampato su carta, tessuto o etichetta.

Se in uno di questi casi si perde, torno al disegno e lo semplifico.

Questa fase è utile anche per chi ordina il logo: lo vede in situazioni concrete e capisce subito se lo rappresenta.

I file che devi ricevere a fine lavoro

Il lavoro non finisce con l’immagine. Un logo professionale si consegna in più formati, così puoi usarlo senza tornare dal grafico per ogni piccola esigenza:

  • file vettoriali (per esempio SVG, PDF o AI) per stampa e grandi formati;
  • file per il web, come PNG con sfondo trasparente e SVG;
  • versioni a colori, in negativo, in bianco e nero e in un solo colore;
  • una breve scheda con i colori e i caratteri usati.

Controlla anche che i diritti d’uso del logo siano chiari e intestati a te.

Fai da te o con un graphic designer?

Esistono strumenti online che generano un logo in pochi minuti e per un progetto personale o provvisorio possono bastare. Il limite è che il risultato somiglia spesso a quello di molti altri ed è difficile da difendere come segno distintivo. Se il logo deve accompagnare un’attività per anni, conviene affidarsi a chi segue tutto il percorso. Se ti stai chiedendo a chi rivolgerti, leggi freelance o agenzia: chi scegliere per logo e sito web.

Se vuoi capire come lavoro, trovi i miei servizi di grafica e brand identity a Lucca. Se il tuo prodotto è un vino, leggi anche la guida su come progettare l’etichetta del vino: il logo deve funzionare anche lì.

Qualunque strada scegli, non partire dallo strumento: parti dal brief e dalle domande del primo passo. Con quelle risposte anche un logo fatto in autonomia sarà più solido.

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