GUIDA ETICHETTE VINO

Come progettare
l'etichetta del vino

Una guida pratica per cantine e produttori: dall'identità della cantina alle informazioni obbligatorie, dalla scelta dei caratteri alla carta e alle lavorazioni di stampa.

Di Stefano Menconi, graphic designer a Lucca. Progetto etichette e packaging per cantine della Toscana e di tutta Italia, con un'attenzione particolare alla tipografia e alla resa in stampa.

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Sullo scaffale di un’enoteca o sulla carta dei vini di un ristorante, l’etichetta è spesso il primo contatto tra il tuo vino e chi lo sceglie. In pochi secondi deve raccontare chi sei, che vino è e perché vale la pena provarlo. Progettarla bene significa tenere insieme tre cose: identità, regole e stampa.

Parti dall'identità della cantina

Prima di pensare a colori e disegni, conviene chiarire chi sei e a chi ti rivolgi. Una piccola cantina familiare, un’azienda biologica o un produttore che punta all’export hanno bisogno di etichette molto diverse. Qualche domanda da farsi all’inizio:

  • Quali valori vuoi comunicare: tradizione, territorio, innovazione, sostenibilità?
  • Dove verrà venduto il vino: in cantina, in enoteca, nella grande distribuzione, all’estero?
  • Che fascia di prezzo ha la bottiglia e con quali vini si trova a confronto?
  • Esiste già un logo o un’immagine coordinata da rispettare?

Le risposte orientano ogni scelta successiva. Un’etichetta coerente con il resto della comunicazione, dal sito ai materiali per le fiere, rende la cantina più riconoscibile.

Le informazioni obbligatorie

L’etichetta del vino è regolata dalle norme europee e nazionali e ogni denominazione ha anche il proprio disciplinare. In generale devono comparire, tra le altre, queste indicazioni:

  • la denominazione di vendita o la categoria del prodotto e, se presente, la DOP o IGP;
  • il titolo alcolometrico volumico effettivo e il volume nominale;
  • la provenienza e l’imbottigliatore;
  • gli allergeni, come i solfiti, e il numero di lotto;
  • per i vini prodotti dall’8 dicembre 2023, la dichiarazione nutrizionale e l’elenco degli ingredienti, che si possono rendere disponibili anche con un QR code (e-label), lasciando in etichetta almeno il valore energetico;
  • le indicazioni per lo smaltimento dell’imballaggio previste dall’etichettatura ambientale.

Alcune informazioni devono stare nello stesso campo visivo, cioè leggibili senza girare la bottiglia. Per questo è importante definire fin da subito cosa va in etichetta e cosa in controetichetta. Le regole cambiano nel tempo e da paese a paese: prima di andare in stampa conviene sempre una verifica con l’enologo, il consorzio di tutela o un consulente, soprattutto per l’export.

Caratteri, colori e gerarchia

La tipografia è la voce dell’etichetta. Un carattere graziato classico parla di storia e tradizione, un bastoni essenziale di contemporaneità, un carattere disegnato su misura rende la cantina unica. Più del singolo carattere conta però la gerarchia: il nome del vino o della cantina deve emergere subito, le informazioni tecniche devono restare leggibili senza competere.

Anche il colore lavora sulla percezione: toni caldi e carte avorio richiamano il vino rosso e l’artigianalità, il bianco pieno e i colori freddi freschezza e mineralità. Attenzione al contrasto: un testo piccolo, chiaro su fondo scuro o su carta molto testurizzata, rischia di diventare illeggibile una volta stampato.

Carta, nobilitazioni e stampa

Un’etichetta si guarda ma si tocca anche. La scelta della carta cambia il risultato quanto il progetto grafico:

  • Carte testurizzate e vergate danno un effetto artigianale e prezioso.
  • Carte resistenti all’umidità sono indispensabili per bianchi e bollicine che passano dal secchiello del ghiaccio.
  • Nobilitazioni come rilievo a secco, lamina a caldo o vernice serigrafica sottolineano i dettagli, a patto di usarle con misura.

Prima della tiratura definitiva è sempre meglio vedere una prova di stampa sulla carta scelta e provarla sulla bottiglia vera: forma, colore del vetro e capsula cambiano molto la resa finale.

Pensa a una linea, non a una sola bottiglia

Quasi ogni cantina produce più vini. Progettare fin dall’inizio un sistema, con elementi fissi e varianti per ogni etichetta, rende la linea riconoscibile sullo scaffale e semplifica le nuove uscite: un nuovo vino si aggiunge senza ripartire da zero. Lo stesso linguaggio può poi estendersi a scatole, cassette, cartellini per le fiere e al sito web della cantina.

Come lavoro alle etichette

Parto sempre da un incontro in cantina o in studio a Guamo, alle porte di Lucca, per conoscere il vino, il territorio e le persone che lo producono. Poi sviluppo le proposte grafiche, le verifico con te e seguo il progetto fino all’esecutivo per la tipografia e alla prova di stampa.

Se vuoi vedere i lavori e cosa comprende il servizio, trovi tutto nella pagina dedicata alle etichette per vino e packaging.

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